Meridiana dei benedettini

Si trova nella chiesa di S. Nicolò l’Arena, in Piazza Dante, fu costruita nel secolo scorso dal barone tedesco Wolfgang Sartorius von Waltershausen, uno dei più insigni topografi della Germania. Già fin dai primi anni dell’800 i monaci avevano chiesto di dotare la loro chiesa di una meridiana "a similitudine di altre che erano state costruite in celebri abbazie". L’abate don Federico La Valle destinò al progetto una somma notevole, ma fu il suo successore, don Tommaso Ansatone, a conferire l’incarico all’astronomo palermitano Nicolò Cacciatore. L’opera però, appena iniziata, fu subito sospesa.

Nel 1838, dopo le due visite compiute nel 1834 e nel 1837, ritornò a Catania il Sartorius per completare uno studio dell’Etna (sul vulcano vi sono due monti dedicati al suo nome), di cui lascerà una delle carte più complete. E a lui il nuovo abate, Don Giovanni Francesco Corvaia, affidò la ripresa dei lavori. Furono così gettate le basi per il grande orologio solare che avrebbe indicato ai catanesi, giorno per giorno, mese per mese, l’attimo del mezzodì.

Il barone chiamò al suo fianco il danese Cristoforo F.W. Peters, che si trovava anche lui a Catania per eseguire studi d’astronomia, tra cui la determinazione della latitudine geografica della città e il rilevamento topografico dell’Etna. Assoldò anche artigiani e scultori locali per la realizzazione delle piastrelle con le figure dello Zodiaco, per i fregi ornamentali e per i numerini che segnarono i giorni e i mesi, come in un grande calendario dispiegato da una punta all’altra del transetto. L’opera fu pronta nel 1841 e fu molto ammirata, e lo è ancora, per arditezza di concezioni e calcoli, per il fasto della realizzazione è soprattutto perché quella meridiana "spaccava il secondo", a mezzogiorno in punto, dal foro praticato nel tetto del transetto, ad un’altezza di 23 metri, 91 cm e 7 mm, un raggio di sole piombava, come una spada luminosa, sul posto esatto dove era segnato il giorno e il mese.

Sulla fascia marmorea distesa sul pavimento spiccava, e spiccano ancora seppur danneggiati, 24 lastroni di marmo intarsiato: nel mezzo, in rosso, la linea meridiana. Accanto ai segni dello Zodiaco sono scolpite iscrizioni con notizie riguardanti l’opera, indicazioni per l’esatta interpretazione dei segni nelle varie stagioni dell’anno, non che i rapporti tra le varie misure in uso in Europa. Inoltre la meridiana è completata da altre iscrizioni che forniscono interessanti dati fisici e metereologici relativi alla città.

Wolfgang Sartorius fu anche l’autore di un altro orologio solare che si conserva ancora a Catania: lo "Gnomone" sistemato nel Giardino Bellini, alla sommità delle due rampe di scale che dalla parte occidentale del grande piazzale portano nel viale degli uomini illustri.

(Tratto da "A Sicilia")


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