Ultime ore di quinziano

Una legge romana della Lex Laetoria concedeva al popola di intervenire con una sommossa contro che avesse abusato del proprio potere verso giovani donne tra i 18 e i 25 anni. Quinziano fece veramente abuso di potere verso Agata. Egli, temendo di venire aggredito e magari ucciso da quella folla inferocita, scappò in tutta fretta verso la periferia di Catania sul suo cavallo.

Narra la "Redazione Latina":

"Quinziano con i componenti del suo Ufficio prese con furia la strada per andare a investigare i poderi di Agata ed arrestare tutti quelli della sua parentela". Dalla tradizione apprendiamo che uno scrivente, che seguì ogni fase del martirio della Santa e che prese nota di tutti i particolari, dichiara che Quinziano, fuggito da Catania il giorno stesso della morte di Agata per appropriarsi dei suoi poderi, morì trascinato nel fiume Simeto dal suo cavallo imbizzarrito e che nel momento che lui tracciava queste notizie, il corpo di Quinziano non era ancora stato ripescato.

Anche se non vi sono documentazioni al riguardo, siamo certi che gli affranti genitori e i parenti saranno stati sempre presenti ai vari martiri della loro cara, più che mai nel momento in cui venne arsa viva.

E non potremo mai immaginare il loro strazio per questa prolungata via crucis, impotenti com'erano a intervenire per prodigarle aiuto. Con Agata straziata, con Agata morente, ci fu soltanto Dio.

Questo brano e' tratto da “Storia di Agata, la santa di Catania” scritto da “Ruggerina Miazzon Camilleri”, edizioni Boemi, stampato dalla Tipografia Consigliane s.n.c. - Catania. Non e' mia intenzione violare i diritti di copyright. Se l'autore del libro volesse cancellare la pubblicazione e' pregato di inviare una e-mail e l'articolo sarà tolto entro 48 ore


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