La Sicilia e il cristianesimo
La Sicilia - tra il II e III secolo d.C. - era una provincia dell'Impero Romano che aveva conquistato tutto il mondo allora conosciuto: si espandeva infatti dalla Gallia alla Penisola Iberica, dall'Egitto alla Grecia, dalla Britannia a gran parte dell'Asia Minore.
Tutte queste terre erano state affidate a Proconsoli che le governavano in rappresentanza dell'Imperatore, facevano applicare severamente le Leggi di Roma, e imponevano la religione pagana, con l'adorazione di molti dèi.
La Sicilia era un'isola fiorente. importante centro granario e salaria, forniva grano anche alla capitale dell'Impero, per cui era definita "granaio di Roma".
Catania, al tempo di Agata, era la più importante città della Sicilia - tanto che si risiedeva il Proconsole, cioè il Governatore di tutta l'Isola - ed era pure un centro industriale e commerciale di prim'ordine, grazie anche all'attività del suo porto coi considerevoli collegamenti culturali e scambi commerciali che aveva con l'Oriente, e grazie pure all'esistenza in città di un'impresa di costruzioni navali. Stesa ai piedi dell'Etna, le sue fertilissime terre vulcaniche verso il mar Jonio producevano olivi, agrumi, vigneti e ortaggi in abbondanza, e la campagna, estesa fino a Lentini, era lussureggiante di frumento. I numerosi armenti, inoltre, fornivano pellami e lana. Le prosperose industrie davano lavoro e benessere a tutta la popolazione etnea.
L'opulenza di questa città si manifestava negli splenditi teatri, nei monumenti, negli sfarzosi templi alle divinità pagane, nelle terme, negli acquedotti di cui rimangono tracce molto evidenti qua e là nelle zone campestri fuori città.
Per mancanza di informazioni precise, non si può sapere con esattezza come sia arrivata in Sicilia la religione cristiana: durante i numerosi contatti commerciali che le città della costa ionica avevano avuto con gente di tutto il mondo, vi saranno stati certamente vari incontri con persone già seguaci del Cristianesimo fin dai primi tempi che qeusta religione si era andata diffondendo, per cui sembra logico pensare che qualche conoscenza della nuova fede sia penetrata così nell'Isola.
La tradizione narra che S. Pietro - primo apostolo e primo papa, che fu presente alla missione evangelizzatrice dello stesso Gesù ed ai suoi molteplici miracoli - verso gli anni 43 - 44, sia venuto a visitare i primi nuclei cristiani che già si formavano nelle città costiere del Mediterraneo, e si sia fermato a predicare il vangelo anche in Sicilia.
La tradizione informa che pure S. Paolo - approdato qualche anno più tardi in Sicilia diretto a Roma - abbia fatto una sosta a Siracusa, dove svolse un proficuo apostolato.
Qualche anno dopo il periodo trascorso in Sicilia, S. Pietro mandò da Antiochia tre vescovi: Berillo, Marciano e Pancrazio, alle cui cure affidò rispettivamente Catania, Siracusa e Taormina, affinché le prime comunità cristiane avessero una giuda importante e un sicuro punto di riferimento in ogni necessità.
Con queste premesse e la successiva evangelizzazione dei seguaci degli apostoli, e più tardi anche dei missionari che raggiunsero ogni angolo della terra, si può comprendere come sia iniziato e fiorito il cristianesimo anche in Sicilia.
Questo brano e' tratto da “Storia di Agata, la santa di Catania” scritto da “Ruggerina Miazzon Camilleri”, edizioni Boemi, stampato dalla Tipografia Consigliane s.n.c. - Catania. Non e' mia intenzione violare i diritti di copyright. Se l'autore del libro volesse cancellare la pubblicazione e' pregato di inviare una e-mail e l'articolo sarà tolto entro 48 ore
|
|