Agata vergine consacrata

Anche in Sicilia, al tempo di Agata, le comunità cristiane, come dovunque, operavano nascostamente, senza cerimonie o riti pubblici, facendo del bene al prossimo e tenendosi lontane dal modus vivendi del secolo, i cui valori erano incompatibili con quelli indicati da Cristo.

Nei discorsi che veniva fatti in famiglia o con i parenti, la giovanetta Agata sentì parlare delle angherie, delle torture, delle crocifissioni che i fratelli di fede avevano dovuto sopportare nel corso delle persecuzioni.

Era affascinata dal coraggio e dalla fortezza di questi credenti e dal loro esempio d'incorruttibile fede.

Ancor giovanissima aveva deciso di consacrarsi a Dio col voto di verginità.

La cerimonia della consacrazione consisteva nell'apposizione del velo sul capo delle fanciulle per mano del Vescovo. Questo velo color rosso cupo (velum flammeum) che le vergini portavano nelle cerimonie in chiesa, era gelosamente custodito e veniva deposto nella loro bara al momento della sepoltura.

Queste ragazze consacrate - che possiamo considerare le prime suore - godevano di grande rispetto, perché erano viste ovunque ci fosse bisogno d'aiuto materiale e spirituale; e nel tempio era loro riservata una zona particolare. Le opere di volontariato che la chiesa programmava per loro consistevano particolarmente nell'assistenza agli ammalati nelle loro abitazioni, nel servizio ai poveri e agli emarginati nelle loro più urgenti necessità, nelle visite ai carcerati che spesso erano cristiani alla catena in attesa di condanna. Lavoro di dedizione, di abnegazione, di costante sacrificio che affascinava Agata, perché Gesù aveva detto: "Tutto quello che farete agli ultimi lo avrete fatto a me".

Nel periodo in cui visse Agata non si verificarono persecuzioni, si viveva in un'atmosfera di tranquillità politico-reliosa e non si sentiva più parlare di rappresaglie contro i cristiani: questo, prima che l'imperatore Decio prendesse potere a Roma.

Questo brano e' tratto da “Storia di Agata, la santa di Catania” scritto da “Ruggerina Miazzon Camilleri”, edizioni Boemi, stampato dalla Tipografia Consigliane s.n.c. - Catania. Non e' mia intenzione violare i diritti di copyright. Se l'autore del libro volesse cancellare la pubblicazione e' pregato di inviare una e-mail e l'articolo sarà tolto entro 48 ore


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