Agata arrestata

Improvvisamente Agata è introvabile. Nessuno più la vede per le via di Catania.

Inutilmente Quinziano sguinzaglia dovunque i messi municipali alla sua ricerca.

I mesi passano ...

Dove può essere finita la ragazza?

Temendo rappresaglie o catture, a quel tempo le famiglie cristiane si nascondevano in paesi del circondario o in angoli segreti nella stessa città.

La famiglia di Agata si era trasferita nella sua proprietà campestre di S. Giovanni Galermo, per tenersi fuori dal mirino del giudice.

Agata era lì. Vi rimase un intero anno.

Dopo innumerevoli appostamenti e ricerche, i messi municipali riuscirono a scovarla.

Catturata, le ingiunsero subito di rinunciare alla sua fede. Al suo risoluto rifiuto, venne immediatamente arrestata e portata dinanzi a Quinziano.

Rallegrandosi nel rivederla, il magistrato le ribadì i suoi ardenti sentimenti, sperando Agata prendesse in considerazione il suo atteggiamento più che amichevole. Ma lei rimase distaccata e indifferente.

Lo ignorò addirittura.

Umiliato come uomo e come funzionario delle Stato cui nessuno avrebbe potuto negare qualcosa, subito la bloccò con un provvedimento di custodia preventiva.

Dalle labbra di Agata fiorì questa preghiera:

"Nel sostenere la mia pudicizia ho lottato per amore di Cristo mio sposo, fuggendo i piaceri come cosa abominevole affinché non fossi inaspettatamente presa dalle lusinghe. Suvvia, assistimi ancora con le tue parole, mio dolcissimo sposo".

Questo brano e' tratto da “Storia di Agata, la santa di Catania” scritto da “Ruggerina Miazzon Camilleri”, edizioni Boemi, stampato dalla Tipografia Consigliane s.n.c. - Catania. Non e' mia intenzione violare i diritti di copyright. Se l'autore del libro volesse cancellare la pubblicazione e' pregato di inviare una e-mail e l'articolo sarà tolto entro 48 ore


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