Naliu nalau

"Una mamma portando il suo figlioletto in casa, va a sedersi in una sedia e pone il bimbo sulle sue ginocchia con il viso rivolto verso il suo; tenendolo per le mani, avvicina l suo naso a quello del bambino toccandolo una volta a destra e una volta a sinistra, ripetutamente, e canta la seguente tiritera cadenzando le parole:"

Nalìu nalàu
U sceccu arraggiàu
Non fazzu cchiù-ppaci
A potta Iaci (1)

Nalìu nalàu
L'asino ha ragliato
Non faccio più pace
Alla porta di Aci

ascolta la tiritera recitata da Ester, 2 anni

Il fanciullo che prima non si voleva acquietare, piano piano comincia a calmarsi, il suo disappunto sfuma, sorride e abbraccia contento la mamma.

 

(1) "La porta di Aci" è il nome con cui la gente chiama l'attuale piazza Stesicoro dove sono stati rinvenuti i resti di un anfiteatro romano; secondo la credenza popolare i cunicoli del teatro farebbero parte di un sistema di collegamento sotterraneo con il paese di Acireale. In questa piazza c'è il palazzo Tezzano che una volta era la sede del Tribunale, da qui deriva l'espressione "fare pace", cioè comporre una lite.

 

Questo brano e' tratto da "Giocalant giochiamo con la tiritera" scritto da "Gaetano Calogero", stampato da "Tipolito Anfuso - Catania". Non e' mia intenzione violare i diritti di copyright. Se l'autore del libro volesse cancellare la pubblicazione e' pregato di inviare una e-mail e l'articolo sarà tolto entro 48 ore


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