Maccu

Purea di fave

Ingredienti

  • 1 Kg di fave secche sgusciate

  • 150 g di finocchietto selvatico o altra verdura campagnola

  • olio d’oliva, sale e pepe.

Preparazione

Aristofane, nella spassosa commedia “Le rane”, introduce per la prima volta questa purea di fave che avrebbe fatto compiere ad Eracle incredibili gesta amatorie. Il cosattini, in “La commedia greca”, Torino 1928, traduce “ètnuous” in “passata di piselli”, il romagnoli, invece, in “purè di ceci”. Ma credete a me e all’amico dottor Spyros Jean Collas. Console generale di Grecia ed ottimo intenditore d’erotica gastronomia: si tratta di purea di fave secche.

È fra le più antiche e saporite vivande di Sicilia; le fave secche sgusciate debbono cuocere nella sola acqua salata, profumata dal finocchietto selvatico o altra verdura aromatica di campagna. La sera prima si mettono ad ammollare le fave, poi, cotte, vanno schiacciate con la forchetta, cioè si “ammaccano”, donde maccu: la purea è pronta: si condisce con olio crudo e pepe nero macinato al momento. Allungando l’acqua vi si possono cucinare spaghetti sminuzzati. In qualche località dell’interno si condisce con lardo tagliato a pezzettini (ancestrale formulazione della favata, trasmigrata in Sardegna).

 

Questa ricetta e' tratta da "Il libro d'oro della cucina e dei vini di Sicilia" scritto da "Pino Correnti", editore "Mursia". Non e' mia intenzione violare i diritti di copyright. Se l'autore del libro volesse cancellare la pubblicazione e' pregato di inviare una e-mail e l'articolo sarà tolto entro 48 ore


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