Maccarruna ca sasizza
Maccheroni
freschi al ragù di salsiccia
|
Ingredienti
|
Preparazione È la classica pietanza del Carnevale siciliano a tutta l’Isola, ma che nell’ultimo decennio ha accentuato la tendenza al regresso, anche perché le donne di casa sempre meno sono indotte a cominciare all’alba o alla vigilia, a preparare i teneri maccarruna ricavati da un vigoroso impasto di farina di semola e solo acqua tiepida. Quando la pasta è ridotta a lunghi cordoncini dello spessore di un grissino, si taglia a pezzetti lunghi qualche centimetro. Poi, con un abile movimento delle palme delle mani, le donne premono sui tocchetti di pasta fresca gli spiti (spiedini, ferri da calza) ed è bravissima chi, nello stesso tempo, riesce a confezionare cinque o seri maccarruna cu purtusu (col buco) alla volta. Sfilati dai ferri i maccheroni vengono allineati sulla candida tovaglia per asciugare. Poi bisognerà coprirli con altre leggere tovaglie, affinché possano riposare nel pulito. Andranno lessati in abbondante acqua salata e, scolati al dente e subito informaggiati, vanno girati nel tegame dove, intanto, dopo circa tre ore di cottura, è stato preparato il “gran ragù della festa” in cui, sontuosamente, stemperano i loro deliziosi umori il “falsomagro”, polpette di carne trita di manzo o vitello e la salsiccia di maiale. Alcuni rocchi di salsiccia saranno sbriciolati sui maccheroni, quasi in fragrante anticipo per le carni in ragù che appariranno in tavola non appena i maccheroni, come uno sciame di pesciolini frettolosi, saranno scomparsi entro le bocche dei commensali. |
Questa ricetta e' tratta da "Il libro d'oro della cucina e dei vini di Sicilia" scritto da "Pino Correnti", editore "Mursia". Non e' mia intenzione violare i diritti di copyright. Se l'autore del libro volesse cancellare la pubblicazione e' pregato di inviare una e-mail e l'articolo sarà tolto entro 48 ore
|
|