Curadduzzu chi majulini acitani
Pasta corallina
con i cavoli teneri di Acireale (Litorale etneo)
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Ingredienti
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Preparazione Acireale è nota per certi suoi dolcissimi cavoli, che si chiamano “majulini”, di maggio, finché sono tenerissimi, poi, quando divengono grandi e grossi, con la testa violacea, allora si chiamano “trunzi” e la lepidezza popolare si compiace di paragonarli a certe teste forti del sito. Ma noi ci occupiamo esclusivamente dei “majulini” in una strepitosa minestra dal gusto inconfondibile. Lessare in acqua salata le teste dei cavoli con le foglioline verdi ed i gambi più teneri: ritirarli molto al dente e trattenere l’acqua di cottura in cui poi va cotta la pasta. Sgocciolare i cavoli e soffriggerli in un tegame nello strutto con le frittole, salare e pepare. Quando anche la pasta è al dente, scolarla e mescolarla nel tegame assieme ai “majulini”. Cospargere pepe nero macinato al memento e servire. |
Questa ricetta e' tratta da "Il libro d'oro della cucina e dei vini di Sicilia" scritto da "Pino Correnti", editore "Mursia". Non e' mia intenzione violare i diritti di copyright. Se l'autore del libro volesse cancellare la pubblicazione e' pregato di inviare una e-mail e l'articolo sarà tolto entro 48 ore
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