Piscistoccu agghiotta a la missinisa
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Ingredienti
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Preparazione Il pescestocco deve essere già ammollato da più giorni in acqua corrente (nasce merluzzo secco dei mai del Nord), tagliarlo a pezzi quadri, sgocciolarlo e infarinarlo lievemente (appena un velo). In un capace tegame di terraglia rosolare la cipolla affettata, i gambi di sedano prima sbollentati, le carote tritate, le pere da cuocere (o le patate a tocchetti), unire pomodori freschi a pezzetti, quindi soffrigere assieme un attimo le fette infarinate di pescestocco "ragno" (e qui solo i messinesi sanno di che trattasi), e subito voltare. A questo punto aggiungere la conserva di pomodoro diluita con acqua calda fino a coprire il pescestocco. Unire l'uva passa, pinoli, sale e pepe, dopo due ore di cottura a fuoco lento è la volta dei capperi, delle olive bianche e delle foglioline verdi del sedano. Ancora una buona mezz'ora di cottura e, quando il sugo diventa sciroppo, servire versando sopra un filino d'olio crudo. Se fatto con tutte le regole è un gran mangiare, uno di quei piatti che induce a filosofeggiare sulla caducità delle cose, mentre lo "stockfish" è immortale e immutabile, tanto più che stiamo pasteggiando con solo e sempre vino rosso, possibilmente Faro. Naturalmente le varianti sono infinite: una cosa è certa, non ci va mai l'aglio. I piselli freschi sì. |
Questa ricetta e' tratta da "Il libro d'oro della cucina e dei vini di Sicilia" scritto da "Pino Correnti", editore "Mursia". Non e' mia intenzione violare i diritti di copyright. Se l'autore del libro volesse cancellare la pubblicazione e' pregato di inviare una e-mail e l'articolo sarà tolto entro 48 ore
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