Sarde "a beccaficu" catanisi

Sarde "a beccafico" fritte alla catanese

Ingredienti

  • 1 Kg di sarde fresche non molto piccole
  • 100 g di pangrattato
  • 100 g di pecorino con pepe grattugiato
  • 1 trito d'aglio e prezzemolo
  • 3 uova sbattute, più 2 per passare nell'uovo le sarde
  • 100 g di farina bianca una scodellina d'aceto forte
  • olio d'oliva, sale e pepe

Preparazione

Perché sono detta "a beccafico"? Salvtore Lo Presti, insigne studioso di folklore in catania, spiega in Lo stivale allo spiedo (Roma, cassini), che il "beccafico" è un uccelletto bigiognolo, avido di fichi maturi, e quindi "sarda a beccafico" vuol essere un omaggio ittico all'uccelletto buongustaio, purché le sarde stiano una sopra e l'altra sotto, aperte a linguata, ed in mezzo ci sia la farcia, come accade da tempo immemorabile, dopo aver tolto la testa e lisca, e averle messe a macerare entro l'aceto forte.

Intanto preparare un composto di pangrattato, formaggio pecorino grattugiato, trito d'aglio e prezzemolo, uova sbattute insaporite da sale e pepe; impastare e formare una polpetta larga e allungata che verrà chiusa da due sarde aperte. Ed infatti, contrariamente a quanto accade a Palermo, nella Sicilia orientale, per "sarde a beccafico" si deve trattare sempre di "due sarde", e mai di una giacché, oltretutto, se fosse una sola arrotolata o a barchetta, omaggio all'uccelletto bisignolo a parte, chi è che "becca", e chi è il "fico"?

Quando le due sarde aperte diventano reciprocamente "coperchio", con dentro la farcia che si è detto, vanno inzuppate nell'uovo battuto e poi nella farina: ora potranno friggere nell'olio fumante.

Superlative calde o fredde.

 

Questa ricetta e' tratta da "Il libro d'oro della cucina e dei vini di Sicilia" scritto da "Pino Correnti", editore "Mursia". Non e' mia intenzione violare i diritti di copyright. Se l'autore del libro volesse cancellare la pubblicazione e' pregato di inviare una e-mail e l'articolo sarà tolto entro 48 ore


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