Cacocciuli ‘nto tianu (o a fucuneddu)
Carciofi in
tegame, nel piccolo focolaio
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Ingredienti
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Preparazione Spuntare i carciofi, dopo averli privati delle foglie esterne più dure e così riporli “ammollo” nell’acqua salata per circa un’ora. Poi, dopo averli sgocciolati, aprirli con le mani “a fiore” e sistemarli entro un tegame di coccio. Introdurre tra foglia e foglia, con un cucchiaino, il trito che intanto è stato preparato con la cipolla tagliuzzata, l’aglio, il prezzemolo, il pangrattato e finire con pezzetti di acciuga diliscata e pulita dal sale. Versare a crudo olio che inzuppi ben bene. Fra i carciofi, sistemati “all’impiedi” e vicini l’uno all’altro, sistemare pezzi di gambo del carciofo a cui è stata tolta la scorza. Versare acqua fredda fino a coprire i carciofi nel tegame a metà altezza e mettere sul fuoco di un fucuneddu (oggi diremmo: di una “barbecue”!) (sul fuoco piccolo). Salare, pepare e, se “sgrillettano” troppo, aggiungere anche un po’ d’acqua. Far quocere dolcemente per circa un’ora. Pasteggiare con un bel rosè. |
Questa ricetta e' tratta da "Il libro d'oro della cucina e dei vini di Sicilia" scritto da "Pino Correnti", editore "Mursia". Non e' mia intenzione violare i diritti di copyright. Se l'autore del libro volesse cancellare la pubblicazione e' pregato di inviare una e-mail e l'articolo sarà tolto entro 48 ore
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