Cacocciuli ‘nto tianu (o a fucuneddu)

Carciofi in tegame, nel piccolo focolaio

Ingredienti

  • 12 carciofi;

  • 50 g di cipolla;

  • 50 g di mollica di pane grattugiata;

  • 3 spicchi d’aglio mondati e tritati assieme ad un bel ciuffo di prezzemolo;

  • 6 acciughe salate e diliscate;

  • olio, sale, pepe (facoltativo il pecorino grattugiato o a pezzetti, ma non lo consigliamo).

Preparazione

Spuntare i carciofi, dopo averli privati delle foglie esterne più dure e così riporli “ammollo” nell’acqua salata per circa un’ora. Poi, dopo averli sgocciolati, aprirli con le mani “a fiore” e sistemarli entro un tegame di coccio. Introdurre tra foglia e foglia, con un cucchiaino, il trito che intanto è stato preparato con la cipolla tagliuzzata, l’aglio, il prezzemolo, il pangrattato e finire con pezzetti di acciuga diliscata e pulita dal sale. Versare a crudo olio che inzuppi ben bene. Fra i carciofi, sistemati “all’impiedi” e vicini l’uno all’altro, sistemare pezzi di gambo del carciofo a cui è stata tolta la scorza. Versare acqua fredda fino a coprire i carciofi nel tegame a metà altezza e mettere sul fuoco di un fucuneddu (oggi diremmo: di una “barbecue”!) (sul fuoco piccolo). Salare, pepare e, se “sgrillettano” troppo, aggiungere anche un po’ d’acqua.

Far quocere dolcemente per circa un’ora.

Pasteggiare con un bel rosè.

 

Questa ricetta e' tratta da "Il libro d'oro della cucina e dei vini di Sicilia" scritto da "Pino Correnti", editore "Mursia". Non e' mia intenzione violare i diritti di copyright. Se l'autore del libro volesse cancellare la pubblicazione e' pregato di inviare una e-mail e l'articolo sarà tolto entro 48 ore


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